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Il gruppo Radici Calabre propone un variegato e originale repertorio di canti popolari, per lo più frutto di un lavoro di ricerca ad opera degli stessi componenti nei propri paesi d’origine. A tali brani se ne alterna qualcun altro già diffuso in altri repertori dei vari gruppi etnici.

      

 

Canti popolari inediti

Testi popolari raccolti direttamente sul territorio da cantori e suonatori tradizionali

Arrangiamenti musicali "Radici Calabre"

 

A chisti lochi

Canto popolare di San Martino d’Acri, tratto dalla raccolta“I canti di Raffaele Lombardi Satriani: La poesia cantata nella tradizione popolare calabrese (Ricerche musicali A.M.A. Calabria)” a cura di  Antonello Ricci e Roberta Tucci. Si tratta di una serenata agli sposi, paragonati ad una “rosa russa” e a un  “garofalu”. Un canto augurale che loda la bellezza e la dolcezza dei novelli sposi ;

 

mBè mbe mbè

Una delle pagine più belle delle melodie tradizionali, a livello di musicalità e allegria, è costituita dai canti fanciulleschi. Si tratta principalmente di filastrocche  a rima che i “picciuliddhri” intonavano nel corso dei loro giochi… Mbè mbè mbè è il capoverso di uno dei tanti simpatici versetti che abbiamo racchiuso in questa tarantella guidata dal suono del fischietto;

 

Cerameddhrara

Tarantella alla zampogna a chiave e pipita. Rielaborazione di una suonata tradizionale recuperata a Santa Maria di Catanzaro;

 

        Giojuzza Scarica il brano

Canto fanciullesco raccolto da Andrea Bressi a Santa Maria di Catanzaro dal cantore Lorenzo Belcamino. Brano tradizionale diffuso nella fascia jonica catanzarese che racconta di una bimba che ancora in fasce vuole maritarsi;

 

Marinareddhru

Canto di partenza diffuso sino a qualche decennio fa nel catanzarese  (recuperato da Silvestro Bressi dall'artista catanzarese Giuseppe Aloi) che racconta di un giovane che decide di emigrare, ma appena salpata la nave invita il marinaio a invertire la rotta perché non vuole lasciare l’amata da sola "Marinareddhru votami sta nava";

 

Metiturigna

Canto tipico della mietitura, registrato nel ’89 a Germaneto dai cantori Giuseppe Soluri e Lorenzo Belcamino entrambi di Santa Maria di Catanzaro.  Un canto polivocale, eseguito a voci scoperte che rappresenta anche una denuncia contro il padrone che non da una equa ricompensa ai suoi contadini. Uno dei due contastorie, il Soluri, riferisce che i mietitori provenienti da ogni parte della Calabria, dal giorno di San Giovanni si ritrovavano “sutta l’arvuru da chijazza” di Santa Maria. Aspettando i proprietari terrieri che andassero a richiedere la loro manodopera. Un po’ come avviene oggi nella Piana di Gioia Tauro per la raccolta delle arance. La storia si ripete;

 

           Mulinaru Scarica il brano

Uno dei pochi canti che si attribuisce  alle donne, interpreti solitamente di ninna nanne e di pochi  altri canti, solitamente intonati entro le mura domestiche. In tale canto la bella figliola deve andare al mulino, ma dovrà stare attenta alle attenzioni "do mulinaru". Da Leonardo Romano di Roccabernarda abbiamo appreso la più bella versione di tale melodiosa storia d’amore;

 

              Nina Scarica il brano  

Serenata d’amore che ancora si tramanda oralmente e pubblicata alla fine dell’800 in un periodico calabrese che ne indica il caposaldo nel Reggino e precisamente a Cittanova. Di tale canto esistono varie versioni raccolte in altri centri della Regione;

 

Ninna ninnareddhra:  

Ninna nanna tradizionale diffusa in tutto il catanzarese. Una dolce nenia, il cui ritmo riporta quello del moto ondulatorio delle braccia della mamma che addormenta il nascituro e con la quale si trasmetteva ai figliuoli uno dei primi insegnamenti: l’animale più grande e più forte si mangia sempre quello più piccolo. Il capoverso infatti recita: "u lupu si mangiàu la pecureddha";

 

          Petru Biancu  Scarica il brano

Si tratta di un poemetto popolare dettato da un panettiere analfabeta che ben conosceva il noto brigante Pietro Bianco. Tale testo, pubblicato su giornali d’epoca e su vari libri, si è tramandato oralmente sino ai giorni nostri ed alcuni contastorie lo hanno musicato;

 

Pizzicula

Tarantella catanzarese raccolta da Silvestro Bressi dal virtuoso suonatore d’organetto Vitaliano Lanzellotti, costui svolgeva la professione di barbiere a domicilio ed anche di insegnante di organetto diatonico.  Col termine pizzicula, nel dialetto catanzarese si indica la forfecchia, quell’insetto che solitamente si trova nella lattuga,  così chiamata per via del  corpo che finisce a guisa di forbici, con le quali  pizzica. E come la tarantola, anche i morsetti della pizzicula trascinano al ballo;

  

Strina Strinella

Non c’è amaronese che non conosca la lunghissima “strina strinella”. Come tutte le strine augurali  del periodo natalizio, quella amaronese, un tempo accompagnava i doni e allietava allegramente lo scambio degli auguri nelle festività tra Natale e Capodanno. Recuperata da Andrea Bressi fra gli anziani amaronesi, e grazie a un tocco di adattamento allo stile etnico è ora uno dei brani più apprezzati del repertorio;

 

‘U pellegrinu

Canto alla zampogna a chiave recuperato a Santa Maria di Catanzaro da Andrea Bressi  dal poliedrico Pepè Soluri, cantore e  abile suonatore di zampogna a chiave, pipita e organetto. Un melanconico duetto nel quale  un giovane innamorato  si finge pellegrino per chiedere ospitalità alla donna amata;

         

           Tarantella alla lira  Scarica il brano

Riproposto di melodie popolari alla lira calabrese. Rielaborazione musicale Radici Calabre;

 

Sonata all’ottu bassi

Vivace suonata ispirata al repertorio tradizionale per organetto a 8 bassi che  si alterna tra maggiore e minore.

 

 

BRANI TRADIZIONALI riproposti anche da altri gruppi

 Riarrangiamenti musicali "Radici Calabre"

 

Tarantella d’o Barilli

Tarantella alla lira tradizionale di Siderno (RC), recuperata da Ettore Castagna presso un amico d’o Barilli, che ricordava a mente tutte le suonate del mastro liraro di Agnana. Francesco Trimboli detto ‘"u Barilli", per la sua costituzione massiccia;

 

Oi chi dispettu cchi mi fa la luna

Melodica serenata popolare recuperata da Salvatore Megna a Papanici (KR) dal cantore "zzu totò Carni";

 

   ‘U monachellu Scarica il brano

Rielaborazione musicale del canto popolare “Tuppi Tuppi chi nè allu miu portuni"  diffuso in numerosissime versioni in tutta la Calabria.

 

Riturnella

Celebre canto tradizionale raccolto dall’etno-musicologo Antonello Ricci a Cirò. Magistralmente interpretata e resa famosa da Eugenio Bennato e Carlo d’Angio con il  disco Musicanova, ora è una della canzoni più conosciute e rappresentativa della musica etnica non soltanto calabrese.