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Il gruppo Radici Calabre propone un variegato e originale repertorio di canti popolari, per lo più frutto di un lavoro di ricerca ad opera degli stessi componenti nei propri paesi d’origine. A tali brani se ne alterna qualcun altro già diffuso in altri repertori dei vari gruppi etnici.
Canti popolari inediti Testi popolari raccolti sul territorio Arrangiamenti musicali "Radici Calabre"
‘U pellegrinu Canto alla zampogna a chiave raccolto a Santa Maria di Catanzaro da Andrea Bressi da Pepè Soluri, cantore e abile suonatore di zampogna a chiave, pipita e organetto. Un melanconico duetto nel quale un giovane innamorato si finge pellegrino per chiedere ospitalità alla donna amata.
Nina Scarica il brano Serenata d’amore pubblicata alla fine dell’800 in un periodico calabrese che ne indica il caposaldo nel Reggino e precisamente a Cittanova. Di tale canto esistono varie versioni raccolte in altri centri della Regione
Giojuzza Scarica il brano Canto fanciullesco raccolto da Andrea Bressi a Santa Maria di Catanzaro dal cantore Lorenzo Belcamino. Brano tradizionale diffuso nella fascia jonica catanzarese.
Petru Biancu Si tratta di un poemetto popolare dettato da un panettiere analfabeta che ben conosceva il noto brigante Pietro Bianco. Tale testo, pubblicato su giornali d’epoca e su vari libri, si è tramandato oralmente sino ai giorni nostri ed alcuni contastorie lo hanno anche musicato.
Mulinaru Uno dei pochi canti che si attribuiscono alle donne, interpreti solitamente di ninna nanne e di qualche canto di lavoro. Leonardo Romano di Rocca Bernarda ci ha insegnato la più bella versione di tale melodiosa storia d’amore.
Pizzicula Tarantella catanzarese raccolta da Silvestro Bressi dal virtuoso suonatore Vitaliano Lanzellotti. Costui svolgeva la professione di barbiere a domicilio ed anche di insegnante di organetto diatonico. Col termine pizzicula, nel dialetto catanzarese si indica la forfecchia, quell’insetto che solitamente si trova nella lattuga ed è così chiamata per via del corpo che finisce a guisa di forbici e da dove pizzica.
Suonate inedite Suonate strumentali nate dalla creatività e dall'improvvisazione, ispirate alle sonorità tipiche. Arrangiamenti musicali "Radici Calabre"
Tarantella alla lira (in attesa di un nome ufficiale) Scarica il brano Riproposto di melodie popolari alla lira calabrese. Suonata originale in perfetto stile Radici Calabre.
Suonata a 2 tonalità (in attesa di un nome ufficiale) Ritmata ballata caratterizzata dall’alternasi di tonalità minore maggiore.
Canti popolari Testi ricercati e riproposti già da altri gruppi Riarrangiamenti musicali "Radici Calabre"
Tarantella d’o Barilli Tarantella alla lira tradizionale di Siderno (RC), recuperata da Ettore Castagna presso un amico d’o Barilli, che ricordava a mente tutte le suonate del mastro liraro delle sue parti. Francesco Trimboli era detto ‘u Barilli, per la sua costituzione massiccia.
Oi chi dispettu cchi mi fa la luna Serenata popolare recuperata da Salvatore Megna a Papanici (KR) dal cantore "zzu totò Carni".
‘U monachellu Scarica il brano Rielaborazione musicale del canto popolare “Tuppi Tuppi chi nè allu miu portuni" diffuso in tutta la Calabria.
‘A vecchiarella Canto popolare di Acri (CS). Il merito della sua diffusione, va al gruppo "Cantannu Cuntu" che dal 1980, dopo una lunga ricerca sui ritmi e sulle melodie connesse alla cultura di origine, lo ha ripreso, elaborato ed adattato con forme e modi moderni.
Riturnella Celebre canto tradizionale raccolto dall’etno-musicologo Antonello Ricci a Cirò. Magistralmente interpretata e resa famosa da Carlo d’Angiò con il disco Musicanova ora è una della canzoni più conosciute e rappresentativa della musica etnica.
Tarantella del Gargano Nel lontano 1954 Alan Lomax e Diego Carpitella, nel loro "tour" alla ricerca delle radici della musica popolare, scoprirono il "filone" più puro e prezioso a Carpino (FG), un piccolo paese dell’entroterra garganico quasi decimato dall’emigrazione. In quell’occasione, i suonatori ed i cantatori di Carpino, davanti a duemila spettatori abituati a tutt’altro genere musicale, offrirono una esecuzione viva, autentica, e particolarmente trascinante. Leydi, come i numerosi ricercatori che si recarono a Carpino, registrò nel 1966 il repertorio dei Cantori e pubblicò in un disco due brani tra cui "Garoffl d’ammore", oggi nota a tutti come la Tarantella del Gargano. Un "pezzo" che divenne un vero successo, riproposto per molte volte da artisti vari, tra cui Eugenio Bennato. |
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